«Non pensavo che la mia carriera potesse darmi così tanto». Così la chef del ristorante Glass Hostaria ha risposto alla chiamata a Expo 2015, per far conoscere i sapori della Puglia, e non solo, andando oltre la tradizione

Cristina Bowerman, chef ristorante Glass Hostaria e ambassador Expo 2015

Non seguire le mode, impiattare come si vuole, utilizzare gli ingredienti preferiti senza sentire pressioni esterne, fare della propria cucina lo specchio della propria personalità. «L’arte del dare importanza solo a ciò che reputiamo importante. L’ispirazione come scintilla vitale, ma a partire da noi stessi». È questa la filosofia che ispira l’arte culinaria di Cristina Bowerman, chef del ristorante Glass Hostaria e ambassador per Expo 2015.


Quali tra i suoi piatti è quello che più rende idea dell’essere controcorrente?

«Il mio primo panino fatto nel 2006 a Glass. Panino alla liquirizia, scaloppa di foie, finto ketchup al mango e maionese al passito, chips di riso. Fare un panino nel 2006 in un ristorante che faceva (o meglio, voleva fare) alta cucina era fuori dagli schemi. Tante sono state le critiche ma non solo quel panino esiste ancora oggi nel menu di Romeo, ma oggi tutti fanno panini e non è più una novità».


Cosa significa per lei essere stata scelta come ambasciatrice dell’Esposizione universale?

«È un grande onore essere stata scelta come ambasciatore di Expo 2015. Non pensavo che la mia carriera potesse darmi così tanto. Spero che il mio contributo serva a ogni donna che vuole scegliere questa professione, dimostrando che i limiti sono nella nostra mente. Spero che la mia presenza possa aver dato fiducia a tante ragazze che vogliono intraprendere questa carriera, ma sono spaventate dall’idea di trovare un mondo troppo maschilista che le schiacci. In fondo così non è e sono convinta che professionalità, coerenza e caparbietà possano abbattere qualsiasi barriera».


Ha scelto il miele come suo ingrediente rappresentativo. Quali i motivi alla base di questa scelta e come gioca nella sua cucina con questo alimento?

«Quest’anno ho avuto il grande onore di essere speaker al congresso Identitá Golose e, nella ricerca di argomenti validi da portare all’attenzione degli ascoltatori, ho deciso di parlare della moria delle api e di quanto fondamentale sia affrontare apertamente il problema. È stato naturale pensare al miele. La moria delle api é dovuta soprattutto alla ccd (colony collapse disorder), per cui le api perdono il senso dell’orientamento e non riescono a tornare all’alveare: un vero disastro per la vita di un ecosistema così perfetto e delicato. Si mormora che sia dovuto all’uso di alcuni pesticidi a base di nicotina».


Lei è nata e cresciuta in Puglia. Come ha illustrato le sue origini ai visitatori di Expo?

«Io propongo uno stile pugliese senza la cucina pugliese. Dico che la Puglia ha una cucina dai sapori decisi, marcati e con delle chicche di grande livello. Quando posso, mi piace utilizzare prodotti pugliesi come le carrube, il caciocavallo podolico, la ricotta salata. Nel mio menù che ho presentato a Identitá Expo dal 5 al 9 agosto, c'erano piatti che descrivevano i sapori della Puglia attraverso una trama di ingredienti che identifichino la mia cucina andando oltre la cucina di tradizione. Uno dei piatti proposti sono stati i tubettini con le cozze, ma, appunto, nella mia versione».

 

In foto: Cristina Bowerman, chef ristorante Glass Hostaria e ambassador Expo 2015